Joel Embiid | Da Yaoundè a Philadelphia, le origini, il percorso, ed il presente di The Process, il giocatore NBA dei Philadelphia 76ers

Joel Embiid | Da Yaoundè a Philadelphia, le origini, il percorso, ed il presente di The Process, il giocatore NBA dei Philadelphia 76ers

THE ONLY WAY IS THROUGH

Joel Embiid, il figlio del Camerun che ha messo le radici a Philadelphia.
“the only way is through”.

Tradotto “la sola via è attraverso”, quindi vivendo e credendo sempre nel proprio cammino, senza mai arrendersi anche quando tutto sembra andare nel verso sbagliato.

Questo motto di vita ha accompagnato Joel fin dai tempi dei primi passi e dei primi canestri messi a segno nei campi di Yaoundè, nel cuore del Camerun dove il giovane Joel sognava di diventare un giorno il The Process che conosciamo ora.

L’adolescenza equamente divisa tra i playground polverosi e le partite a FIFA con il fratello, con quel sogno che sembrava troppo grande anche solo per essere coltivato.

La vita attraverso. Joel ha saputo trasformare ciò che di negativo gli succedeva accanto in energia potentissima che lo spingeva ad andare avanti.

Senza la morte improvvisa del fratello non sarebbe arrivato dove è.

Joel gioca per lui stesso, gioca per tutte le persone che ha lasciato a casa e che non perdono un centimetro del suo cammino, gioca per Philly, la terra che l’ha adottato e che lo fa sentire a casa e gioca soprattutto per il fratello, che non ha mai dubitato un secondo che un giorno Jo si sarebbe trasformato in Embiid, The Process.

“Dove sono capitato? Che mondo è questo?”

Questo è ciò che probabilmente pensava Joel appena arrivato al College, conquistato contro la ferrea volontà del padre, che proprio di Kansas non ne voleva sapere. Ci vuole coraggio ad andare da solo dall’altra parte del mondo, a spiccare il volo, ma d’altronde… The only way is through.

Joel è un animale, non bastano gli avversari aggrappati alle sue spalle per evitargli di distruggere il canestro. Gioca a pallacanestro e lo fa in una maniera sublime, ma questo è il giudizio di chi lo guarda, chi lo osserva invece vede un ragazzo che è in guerra contro tutti e tutto, lui deve arrivare, lui deve essere The Process!

The only way is through e la via sembra finalmente essere arrivata al punto finale, il grande ingresso nel basket che conta per davvero e non è un ingresso secondario, è l’ingresso di uno che vuole distruggere i palazzetti d’America.

Joel è terza scelta assoluta al Draft, Joel arriva a Philadelphia, ma passerà ben poco prima che diventi Philly.

Il sogno di vedere il fratello giocare contro stelle come Bryant, Curry, Durant e molti altri non si è mai realizzato. Quando tutto sembrava apparecchiato per l’attesissimo debutto ecco la doppia frattura al piede destro.

Da lì un bivio dettato dall’oscurità del momento, se proseguire o mollare tutto. Un’eventualità, quella di lasciare fin da subito il basket, a detta dello stesso Embiid concreta, dal momento che non sentiva più dentro di sè autentici stimoli. La soluzione migliore fu quella di continuare ad allenarsi, a migliorare e a lavorare, per mandare avanti il sogno del fratello, una speranza che non si è mai spenta.

Philly lo aspetta e lo coccola per 2 anni e il giorno del suo debutto viene accolto da tutta la città come una liberazione. La squadra che fu di Doctor J e di The Answer aveva trovato finalmente qualcuno pronto a raccogliere la loro eredità.

Philadelphia è già Philly, e Joel non smette mai di ricordarlo. The only way is through e Joel si è messo in testa di riportare il titolo in città per ripagarla del tanto amore e affetto ricevuto… c’è da credergli!

Scopri le scarpe di Joel

“Embiid 1” by Under Armour
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RUCKER’S PERFORMANCE SHOES AWARDS WINTER18

RUCKER’S PERFORMANCE SHOES AWARDS WINTER18

RUCKER’S PERFORMANCE SHOES AWARDS WINTER18

Quale è stata la migliore scarpa della stagione? Quella con l’ammortizzazione migliore?
Quella migliore in rapporto qualità/prezzo?

Per rispondere a queste e ad altre domande ci siamo affidati a dei tester, dei player che in questa prima parte di stagione hanno giocato con le nostre scarpe e abbiamo chiesto loro di dare i voti.

Le caratteristiche che i ragazzi hanno valutato sono:

  • Comfort/Peso/reattività della scarpa
  • Ammortizzazione
  • Rapporto qualità/prezzo

Le scarpe prese in esame sono le 10 più vendute al Rucker da Settembre a Dicembre 2018, ma le più vendute in termini di numeri (pertanto sono escluse molte signature line tipo Lebron, KD, Kyrie ecc ecc) di cui vengono consegnate pochissime paia.

In caso di pareggio tra due scarpe abbiamo espresso noi una preferenza.
Signore e Signori, rullo di tamburi…

ECCO LA TOP 10:

La versione “economica” della Kyrie, ha convinto i nostri giocatori sul prezzo e sul comfort, ma in termini di ammortizzazione ha lasciato un po’ delusi. La scarpa è molto leggera e il piede è ben avvolto all’interno dando la sensazione di grande protezione.

Una delle shoes-line più fortunate e richieste di Adidas. La nuova CrazyLight ha convinto molto i nostri giocatori per l’ammortizzazione Boost e per la leggerezza della scarpa. Le cose che sono piaciute meno sono il prezzo e la “fasciatura” interna al piede che dopo un lungo utilizzo non dona un comfort pieno.
Disponibile anche nella versione Low. Esteticamente “difficile” poiché dà l’impressione di uno scarpone molto pesante, la Havoc invece ha lasciato tutti sorpresi (noi per primi) sia in termini di richieste che in termini di feedback dei giocatori. Ai nostri tester è piaciuto l’impatto che la nuova ammortizzazione HOVR garantisce al piede
La Jordan Ultrafly si presenta con un taglio medio, con protezione alla caviglia “circolare”. Grande reattività con il terreno e notevole stabilità l’hanno resa una delle scarpe più apprezzate della stagione e i nostri tester sono d’accordo.
La signature shoe di Adidas più attesa. Alleggerita moltissimo rispetto alla Vol.2, la Harden convince per l’ammortizzazione Boost, per l’ottimo grip e il comfort. Il prezzo però pare esagerato anche a confronto con altre.
La Signature di Under Armour ha performato molto bene, numeri in crescita anche rispetto alla 4. La suola intagliata per una migliore trazione, il notevole grip e la grande stabilità che assicura al piede hanno convinto un po’ tutti.
Disponibile anche nella versione Low. La scarpa più sorprendente della stagione. A prima vista sembra una performance shoes degli anni 90, ma la Pro Bounce indossata è semplicemente strepitosa. Ammortizzazione Bounce a tutta suola da il giusto compromesso tra reattività e morbidezza. Super scarpa e siamo felici che i nostri tester lo abbiano confermato.
Disponibile anche il modello Low. Con Hyperdunk X Nike ha raggiunto il massimo livello per la storica shoe-line… e infatti l’anno prossimo non verrà riproposta! Grande scarpa anche solo a provarla. I nostri tester infatti hanno apprezzato.
Disponibile da ora anche nella versione Low. La scarpa di Joel Embiid è la più leggera del mercato. Tomaia morbidissima, con “calzetta” a copertura della caviglia che da grande libertà di movimento. Ammortizzazione a tutta suola morbidissima. La più bella sorpresa della stagione.
La Dame 4 secondo noi e secondo i nostri tester è nel complesso la miglior scarpa performance della stagione. Protezione alla caviglia “circolare” con calzata aderente, ammortizzazione Bounce a tutta suola e grandissimo comfort. Super Super Super!

Under Armour lancia le Curry 7

Under Armour lancia le Curry 7

curry 7

Stephen Curry sta per iniziare una nuova stagione con le sue ultime calzature firmate Under Armour,
le Curry 7, ed è pronto ad iniziare una nuova sfida.

Il brand questa volta si pone l’obiettivo di progettare una scarpa che manterrà Stephen in campo per tutta la stagione e gli consentirà di battere i suoi record. Una scarpa che si abbinerà al suo gioco innovativo e potente in tutto il mondo.

Under Armour rimane al fianco del giocatore che questa volta viene coinvolto durante l’intero processo di progettazione, lavorando a quattro mani con il designer Leon Gu, rendendo il prodotto ancora più unico e perfetto.

Stephen è un’atleta sempre alla ricerca di un vantaggio e voleva una scarpa che potesse dargli una migliore sensazione e una maggiore trazione sul terreno.

La collaborazione tra i due ha portato ad un grande risultato sia nell’aspetto che nella funzionalità del prodotto finale, in particolare per l’unione tra il piatto suola flessibile e la stratificazione semitrasparente.

Ogni colorazione bilancia l’estetica con le innovazioni basate sui suggerimenti di Stephen per migliorare le attività sul campo.

Le Curry 7 offrono una sensazione di vicinanza al terreno, una migliore trazione e una piastra flessibile che fornisce un ritorno di energia esplosiva, permettendo a Stephen di controllare ogni centimetro del campo e creare spazi dai difensori.

“La Curry 7, mi aiuta ad essere più esplosivo, più potente e per avere un tempo di reazione più veloce da terra. E’ importante mentre guardo avanti alla nuova stagione ed è abbastanza intuitiva da aiutare qualsiasi giocatore di basket alla ricerca del migliore- reattività e stabilità”

Stephen Curry

Rispetto alle precedenti Curry, Under Armour voleva una scarpa più reattiva, per questo le Curry 7 sono la prima scarpa da basket del brand che combina due tecnologie di ammortizzazione. Si parla della prima scarpa Curry con Micro G, dove la schiuma UA HOVR ™ e Micro G® restano separati e perfettamente bilanciati dalla piastra flessibile.

La combinazione di queste due componenti consente un maggiore sollevamento e ritorno di energia, offrendo vantaggi prestazionali diversi ma ugualmente importanti. La combinazione di Micro G e schiuma UA HOVR aiuterà Stephen e tutti gli atleti a portare il loro gioco ad un livello successivo.

Con le Curry 7 si passa dalla trazione radiale alla trazione adattiva grazie alla scanalatura multidirezionale, infatti con la schiuma UA HOVR, materiale dinamico, si fornisce il ritorno di energia, mentre con la micro G, super reattiva, si aiuta l’esplosività dell’atleta in campo.

Per la prima volta le Curry portano un vantaggio tecnico utilizzando questa specifica ammortizzazione.

Come molti giocatori, lavoro sempre sul movimento e sulla fluidità, sulla mia gamma di movimenti e su come posso essere più efficiente con il mio gioco di gambe ed equilibrio. La chiave per me quando stavamo costruendo le Curry 7 era la combinazione di ritorno di energia da UA HOVR e reattività sotto i piedi per la velocità sul campo.
Stephen Curry

Il piatto suola flessibile bilancia il sistema di ammortizzazione della scarpa e aggiunge la stabilità di cui l’atleta ha bisogno durante le sue performance. Durante la progettazione della scarpa, Under Armour ha voluto dare alla sneaker un aspetto futuristico che evidenziasse la loro nuova tecnologia, come ad esempio il materiale esterno sul tallone che fornisce un’espressione del design interno della scarpa.

Con le Curry 7 Under Armour voleva progettare una scarpa dall’interno verso l’esterno per spingersi sempre di più nell’innovare il design delle calzature Curry.

L’idea per questa tomaia era quella di sovrapporre elementi semistrasparenti che aumentassero i livelli di opacità e mostrassero una costruzione intuitiva unita a una piastra flessibile a vista.

Incorporando queste caratteristiche, Under Armour è riuscita ad assicurare il rinforzo in molti punti strategici della scarpa, così che comfort, stabilità e mobilità offrissero al giocatore ciò di cui aveva bisogno per esibirsi al meglio.

Le Curry 7 mostrano infine un cenno ai tre figli di Stephen, per questo il brand ha deciso di includere tre personaggi che rappresentassero ciascuno di essi: un lupo per Canon, un unicorno per Riley e una farfalla per Ryan. I suoi figli saranno con lui ogni volta che sarà in campo.

Stephen ha chiarito una cosa: non sta rallentando e Under Armour insieme a lui.