Basket 3vs3 Italia: presentiamo il Circuito con Andrea Budri

Basket 3vs3 Italia: presentiamo il Circuito con Andrea Budri

Tornei Basket 3vs3: presentiamo il circuito 3vs3 Italia

Per chi non ha potuto giocare un campionato, la stagione estiva di tornei 3vs3 sarà probabilmente il primo momento “agonistico” da febbraio 2020.

In questo contesto entra in gioco il circuito 3×3 Italia, voluto da FIP, organizzato da Master Group Sport con il supporto di Andrea Budri.

Sarà proprio Andrea – 27 anni di organizzazione di tornei 3vs3 ed organizzatore del torneo 3vs3 “Il Campetto” – il nostro accompagnatore nel viaggio che da Carbonara sul Ticino ci porterà in tutta Italia grazie alla presentazione del circuito 3×3 Italia.

Ci vediamo mercoledì, come sempre dalle 19:30!

#ruckerstudio

L’innovazione e la diffusione di nuove idee nel mondo sportivo, soprattutto in quello della pallacanestro purtroppo stagnano.
Gli enti ufficiali sono dei dinosauri, i grandi club hanno altri problemi a cui badare.

Rucker Studio nasce per questo: raccogliere idee ed informazioni interessanti ed in modo leggero e piacevole, tramite una chiacchierata online (e quando si potrà in studio) diffondere queste informazioni a tecnici (allenatori, dirigenti, preparatori) giocatori ed appassionati.

Cerchiamo di mantenere una puntata a settimana, di mercoledì alle 19:30.

Puoi sempre vedere o ascoltare le puntate in differita sui canali social di Rucker Park Milano e sui vari podcast player.
Il progetto Rucker Studio è a cura di Rucker Park Basketball store Milano

#ruckerstudio

Qui dopo l'intervento caricheremo le slide della chiacchierata

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Custom sneakers Italia: ne parliamo con NOT4YOU

Custom sneakers Italia: ne parliamo con NOT4YOU

Il mondo delle sneakers è in grande crescita. Tirature limitate, reseller, raffle, marketplace: il mercato di vendita "di prima mano" delle sneakers già nel 2019 valeva più di 21 miliardi solo negli USA. Ma in un mondo in cui un paio di brand...

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Custom sneakers Italia: ne parliamo con NOT4YOU

Custom sneakers Italia: ne parliamo con NOT4YOU

Custom sneakers Italia: ne parliamo con NOT4YOU

Il mondo delle sneakers è in grande crescita.
Tirature limitate, reseller, raffle, marketplace: il mercato di vendita “di prima mano” delle sneakers già nel 2019 valeva più di 21 miliardi solo negli USA.
Ma in un mondo in cui un paio di brand dettano le regole e qualche “influencer” può realmente cambiare il mercato, come fare per avere dei pezzi davvero originali?
Nasce così il mercato delle sneakers “custom”, cioè modelli di mercato personalizzati sui propri gusti.
I ragazzi di NOT4YOU ci racconteranno la loro storia, il loro lavoro di “calzolai” ed il mondo in cui lavorano, quello delle sneakers.
Ci vediamo mercoledì 31 marzo, come sempre alle 19:30!

L’innovazione e la diffusione di nuove idee nel mondo sportivo, soprattutto in quello della pallacanestro purtroppo stagnano.
Gli enti ufficiali sono dei dinosauri, i grandi club hanno altri problemi a cui badare.

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Custom sneakers Italia: ne parliamo con NOT4YOU

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I dieci falsi miti sulla preparazione atletica: ne parliamo con coach Tommaso Mazzia di FitFam

I dieci falsi miti sulla preparazione atletica: ne parliamo con coach Tommaso Mazzia di FitFam

I dieci falsi miti sulla preparazione atletica: ne parliamo con coach Tommaso Mazzia di FitFam

Coach T, al secolo Tommaso Mazzia, è uno dei migliori strenght & conditioning coach in Italia.
Co-fondatore di FitFam, palestra (riduttivo dire palestra) dove insieme al suo staff allena persone “normali”, atleti, nonne, giovanissimi ed atleti professionisti.

E’ una macchina da miglioramento di se stesso, studio ed allenamento ed è in grado di trasmettere la sua vibrante passione a chiunque passi dalla sua palestra.

Insieme a lui impareremo quali sono le false credenze sulla preparazione atletica e cosa invece potremmo fare per migliorare realmente le nostre performance.

In un periodo in cui la pallacanestro purtroppo è ferma, allenarsi per farsi trovare pronti è la cosa migliore da fare probabilmente.

Ci vediamo in diretta mercoledì 24 alle 19:30 su Facebook e YouTube di Rucker Park.

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La nutrizione dell’atleta: ne parliamo con la dietista Silvia Conti

La nutrizione dell’atleta: ne parliamo con la dietista Silvia Conti

La nutrizione dell'atleta: ne parliamo con la dietista Silvia Conti

Mangiare prima o dopo l’allenamento?
E cosa?
E quanto?
Sto leggero mangiando poco prima dell’allenamento o mangio quanto vorrei con il giusto anticipo?
Mi porto un’energizzante tipo il Gatorade?

Se hai giocato a basket (o a qualsiasi altro sport) ti sarà capitato sicuramente di porti queste domande.

Bene: giovedì alle 19:30, grazie a Silvia, avremo la risposta a queste domande ed altre domande.

Ascolta l’episodio in Podcast

Ed eccoci alla seconda puntata di Rucker Studio, lo show ideato e realizzato da Rucker Park e da Francesco Maggioni che ha l’ambizione di diventare un servizio di informazione per tutti gli stakeholders della pallacanestro.

L’ospite della puntata è Silvia Conti, dietista con specializzazione in alimentazione e integrazione per lo sport.

“Benvenuta Silvia, partiamo subito con la domanda che davvero interessa a tutti… E’ vero che bere la birra dopo gli allenamenti fa bene?”

Silvia (ride) “No. Allora bere birra dopo gli allenamenti potrebbe sembrare una cosa positiva, perché è una fonte di carboidrati però l’alcol ha degli effetti che sono molto negativi, quindi si può bere la birra ma mi raccomando sempre responsabilmente.”

La nutrizione dell’atleta.

“Chi come me è appassionato e pratica sport non può prescindere da una alimentazione che deve essere parte fondamentale per le performance dell’atleta.

Quando si parla di nutrizione dell’atleta bisogna tenere conto di quali cibi possono formare il nostro fabbisogno giornaliero di calorie e bisogna avere una idea dei principi base dell’alimentazione.

Ogni atleta deve avere una conoscenza generale sulle caratteristiche dei cibi, ma sarebbe importante avere un regime alimentare personalizzato per ognuno, perché ogni persona deve avere la propria personale abitudine costante al cibo.

Se un atleta perde tanto tempo ed energie in allenamento ma non ha un regime di alimentazione corretto i suoi sforzi saranno meno efficaci. L’alimentazione fornisce il “carburante” con il quale compiamo l’atto sportivo e chiaramente più il carburante è qualitativo e idoneo alla macchina più il lavoro sarà efficacie e performante.

Una cattiva alimentazione non si intende solo quando mangiamo il cosiddetto “junk food”, ma si intende anche quando mangiamo meno del nostro fabbisogno calorico giornaliero o quando mangiamo senza il giusto equilibrio tra i vari microcomponenti (proteine, grassi, carboidrati…).

Quando abbiamo di fronte un atleta bisogna tenere conto quindi del:

  • Fabbisogno calorico
  • Intake di micro e macro nutrienti
  • Idratazione
  • Composizione corporea (% massa magra, grassa, ossa)

Con fabbisogno calorico si intende il totale di energia che abbiamo bisogno di ingerire quotidianamente per svolgere tutte le attività del corpo. Questa energia viene utilizzata per 3 meccanismi che sono il metabolismo basale (il lavoro che il nostro corpo svolge quando siamo a riposo), la termogenesi indotta dalla dieta che è il lavoro che il nostro corpo compie per digerire ciò che mangiamo e infine per il dispendio di energia che utilizziamo per i nostri movimenti e per l’attività fisica.

Chiaramente nel caso di un atleta, più lunga e intensa sarà la performance più sostanziosa dovrà essere la composizione di alimenti per poterla sostenere.

CARBOIDRATI

Devono rappresentare il 45-60% del nostro intake giornaliero. Le fonti di carboidrati sono i cereali (quindi pasta, pane ecc), legumi, verdura, frutta, dolci e dolciumi.

I carboidrati sono tutti uguali? Assolutamente no. Vengono definiti “carboidrati complessi” quelli che derivano da frutta e verdura, quelli semplici sono quelli da limitare e derivano da dolci e dolciumi. Chiaramente per una dieta completa sono da preferire quelli complessi. Tra i carboidrati c’è anche la fibra (frutta/verdura e cibi integrali) ed è importante assumerla con regolarità per regolare il nostro metabolismo.

GRASSI

20/35% dell’intake giornaliero. Forniscono energia e costituiscono le membrane delle nostre cellule ed è importantissimo averli nella nostra dieta.

I grassi buoni sono quelli contenuti per esempio nell’olio, frutta secca e pesce mentre quelli cattivi quindi da limitare sono quelli della carne, salumi e formaggi.

PROTEINE

Hanno un sacco di funzioni, non solo per la muscolatura, ma regolano l’attività degli ormoni e degli enzimi e forniscono energia quando il livello di intake di grassi è inadeguato.

Si trovano nella carne, nel pesce, nelle uova, nei legumi e nei formaggi principalmente ma anche in parte nei cereali. In un adulto l’intake giornaliero deve essere tra i 0,8 e 0,9 gr per peso corporeo (se si parla di un atleta va alzato almeno del doppio).

MICRO NUTRIENTI

Agiscono in quantità minime ma sono in grado di regolare i nostri processi metabolici. In particolar modo nello sport quando si suda parecchio bisogna assumere più minerali e vitamine per integrare al meglio.

“Che cosa mangiare prima e/o dopo l’allenamento?”

Mangiare prima o dopo l’allenamento? In realtà dipende, non c’è una verità assoluta. L’alimentazione corretta influisce enormemente sulla positività della performance sportiva.

In generale quando ci si allena è meglio non avere nulla nel nostro stomaco, quindi l’ultimo pasto andrebbe fatto almeno 3-4 ore prima dell’allenamento. Questo perché durante la digestione la nostra concentrazione di sangue non sarà nei muscoli che servono per la performance, ma sarà più consistente nel nostro apparato digerente.

I nostri muscoli non hanno bisogno dello “spuntino” immediatamente prima dello sforzo fisico perché il nostro corpo utilizza scorte che abbiamo, quindi è importante aver mangiato correttamente la giornata prima dell’allenamento.

Se invece non ho la possibilità di far passare così tante ore, più lo spuntino è vicino all’ora dell’allenamento più deve essere facilmente digeribile, preferendo dei carboidrati complessi.

Nel post allenamento invece dobbiamo cercare di ingerire ciò che ci serve per facilitare il recupero. Un esempio può essere la bresaola, lo yogurt magro, le frutta secca.

Molto dipende anche dal tipo di attività che si è svolto: un recupero da una maratona comporta una nutrizione differente da un recupero su una attività di pesi in palestra.

POST IT DA NON DIMENTICARE:

In conclusione possiamo dire che l’alimentazione e una dieta perfetta e uguale per tutti non esiste. Questo perché ognuno di noi è diverso e in base al proprio metabolismo, al nostro sesso, alle nostre attività dobbiamo personalizzare al meglio la nostra nutrizione per ricavare il massimo dell’energia da ciò che mangiamo.

Non dobbiamo sottovalutare nemmeno l’idratazione! Deve avvenire prima durante e dopo l’allenamento. Ci sono studi che evidenziano che chi ha una buona idratazione durante la performance ha enormi vantaggi.

Non bisogna mai arrivare con lo stimolo della sete! Bisogna preferire acqua a temperatura ambiente e almeno 2,5L al giorno.

Lo sport drink (Gatorade, Powerade…) può sopperire alla perdita di sodio e minerali dopo l’attività fisica?

In generale bisogna leggere bene cosa indica l’etichetta, senza farci sedurre dal colore o dalla bellezza del prodotto. Questo perché molte di queste bevande sono pienissime di sodio, c’è la possibilità che bevendole superiamo di gran lunga il sodio che abbiamo perso. Il sodio in quantità più alte di quanto dovuto non è una presenza positiva nel nostro corpo.

Quindi, per reidratarsi dopo allenamenti “leggeri” di un paio d’ore è consigliabile bere SOLO con acqua.

Per concludere con Silvia abbiamo imparato che l’alimentazione è molto importante, ma lo diventa ancora di più quando si parla di un atleta. Il consiglio sarebbe di farsi consigliare una dieta e uno stile di alimentazione da seguire da un professionista evitando il “fai da te”.

Quindi se il tuo obiettivo è diventare LeBron James trovi tutti i contatti di Silvia in questa pagina!

 

 

Rucker Studio è un progetto editoriale edito da Rucker Park che vuole portare innovazione ed interesse nel mondo cestistico.
Lo facciamo tramite uno show che viene pubblicato su YouTube, Facebook, Instagram, sulle principali piattaforme di podcasting e sul sito ruckerparkmilano.com

In ogni puntata una chiacchierata in diretta che possa interessarti, farti conoscere qualcosa che non sapevi, farti divertire o farti migliorare le tue capacità di giocatore, allenatore, dirigente, tifoso o genitore.

Purtroppo ora siamo costretti all’online, ma appena si potrà gli eventi si terranno da Rucker Park e saranno aperti agli iscritti delle società convenzionate!

#ruckerstudio

Guarda le slide dell'intervento di Silvia

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Scarpa da basket: alta o bassa?

Scarpa da basket: alta o bassa?

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Guarda il video della live

Ascolta la live in podcast

 

Inizia la giostra di Rucker Studio, lo show in diretta su tutti i canali social di Rucker Park e visibile quando vorrai tu sul sito, YouTube, Facebook e Instagram.

Rucker Studio è un progetto ideato e creato da Rucker Park, in particolar modo da Francesco Maggioni, che ha l’ambizione di creare approfondimenti interessanti per giocatori, allenatori, dirigenti ma anche genitori e semplici appassionati di pallacanestro.

L’episodio 1 è una bella chiacchierata con Alberto Sabbioni, fisioterapista con 30 stagioni da giocatore (dai 12 ai 42 anni) e che adesso si occupa di attività fisica, sport, benessere e allenamento da oltre 25 anni.

“Parto da lontano, quando ho iniziato io a giocare c’erano le scarpe della Lotto che erano degli “scarponi” ben bombati sul malleolo. Qualche anno dopo sono venute fuori le prime Jordan e le Reebok che mantenevano sempre una struttura di scarpa molto robusta, perché si credeva che dovesse dare manforte alla caviglia. Nel corso degli anni come sono cambiati i giocatori sia dal punto di vista del gioco che dal punto di vista fisico, così anche le scarpe hanno avuto una grande evoluzione”

Dopo questo primo cappello introduttivo entriamo meglio nel fulcro del discorso e Sabbioni continua dicendo “Come riportato dal National Athletic Association, gli infortuni più comuni riguardano le ginocchia e i piedi che comprendono anche l’articolazione della caviglia. Gli altri infortuni sono determinati principalmente da scontro fisico e riguardano tutte le parti del corpo (naso, viso, mani ecc).

 La preoccupazione maggiore per un giocatore sono le caviglie perché è l’infortunio più comune, anche se fortunatamente nella maggior parte dei casi si trattano di infortuni non gravi come lo sarebbe per un ginocchio. Il giocatore di pallacanestro è importante che abbia caviglie forti ma soprattutto funzionali.

“Cosa si intende avere caviglie funzionali?”

“Avete presente quando vedi alla tv uno sciatore che fa una brutta caduta e pensi “questo si è distrutto tutto” e invece non si è fatto niente? Ecco questo avviene perché se un atleta ha delle “articolazioni funzionali”, ovvero preparate allo sport che stanno svolgendo, l’atleta ha sempre quel tempismo di potersi mettere nella posizione corretta per evitare di infortunarsi seriamente.

Nella pallacanestro si lavora molto di reattività quindi le nostre caviglie sono sollecitate nei salti, negli spostamenti laterali ma anche nelle torsioni. “

“Basta solo avere caviglie allenate per evitare gli infortuni?”

“No. Se io ho le caviglie allenate, ma fisicamente e muscolarmente sono molto rigido quando corro, salto o scivolo le mie caviglie saranno più soggette ad avere più stress e faranno più fatica. Viceversa se sono più elastico, mobile e sciolto nei movimenti l’articolazione farà metà del lavoro e quindi logicamente soffre meno. Inoltre l’infortunio è causato sostanzialmente da due motivi: uno è la stanchezza e quindi succede verso il fine della partita quando il mio sistema ricettoriale e i muscoli sono stanchi, l’altro è fortuito ed è successo a tutti, quando cadi sul piede del tuo avversario. In quel caso la caviglia si gira e non c’è allenamento o scarpa che ti possa salvare.

Ma attenzione… la caviglia è solo l’anello finale di una catena che il giocatore di basket deve allenare attentamente: nel gioco utilizzo le anche, le gambe, i polpacci e solo il corretto allenamento di tutte queste parti porta alla riduzione del rischio di infortunio alla caviglia”.

Nelle slide che vediamo Sabbioni ci ha fatto vedere quali sono gli allenamenti da svolgere quasi quotidianamente per avere delle caviglie funzionali e allenate.

Prevenzione e stile di gioco:

Parliamo per esempio di Steph Curry che in carriera ha avuto spesso problematiche alle caviglie. Ha dovuto lavorare molto su questo aspetto. In NBA si gioca sempre e non hanno possibilità di fare un recupero ottimale, ma essendo comunque lui un giocatore esile che lavora molto in rapidità con stepback e movimenti laterali elastici e reattivi, le sue caviglie sono continuamente sollecitate e sotto stress.

Gallinari che è un giocatore fisicamente più importante con stile di gioco diverso, nel corso della carriera ha dovuto cambiare il suo stile di gioco. Un altro esempio sui generis potrebbe essere Derrick Rose.

Riportiamoci a noi: ognuno deve capire che stile di gioco ha: se il mio stile di gioco è rapido, prorompente e intenso più la mia prevenzione deve essere importante.

“Alla fine, le scarpe alte, basse.. contano davvero?”

“La scarpa non mi protegge la caviglia. La caviglia deve essere libera di muoversi e non deve essere chiusa. I nuovi sistemi di “fasciatura” della caviglia che hanno molte scarpe di adesso fanno in modo di attivare i nostri recettori e quindi la nostra caviglia è un po’ più “sveglia” e in caso di distorsione può risparmiarmi un 5% angolatura, ma se il mio peso gira il piede la scarpa non può salvarmi.

Avere quindi una scarpa alta che mi copre la caviglia funziona solo a livello recettoriale, ma se ho una caviglia poco funzionale il rischio di infortunio è il medesimo. Quindi cosa è meglio o peggio?

Per il mio parere personale la caviglia meglio si muove meglio è quindi ho sempre visto positivamente la scarpa bassa. Secondo me però quello che conta di più sono le caratteristiche della scarpa (la suola, la tomaia, l’intersuola, l’appoggio ecc).

Il consiglio è quello comunque di avere una consulenza (da Rucker Park ndr) e quindi in base alle nostre caratteristiche e in base a quelle della scarpa bisogna cercare di coniugarle al meglio.

Che giocatore sono? Dove gioco? Al Parquet del Forum di Assago o nel classico campaccio di periferia? Le uso per interno o esterno?

Se sono un giocatore pesante che gioco sul cemento, logicamente avrò bisogno di una scarpa robusta, se invece sono un fuscello e gioco sul parquet avrò bisogno invece di una scarpa più bassa e dinamica.

Le caratteristiche di una scarpa vanno adattate al giocatore e allo stile di gioco di ognuno di noi.

Un’altra cosa importantissima è che le scarpe da basket vanno usate per giocare a basket e soprattutto non vanno lavate in lavatrice! Perché possono cambiare la forma e possono portare a fasciti e altre cose antipatiche.

 

Guarda le slide della prima puntata di Rucker Studio

Guarda gli esercizi propedeutici per le caviglie

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